
"Voltiamo l'ultima pagina di una storia travagliata" per mettere definitivamente in sicurezza la banca. Se l'operazione di rafforzamento patrimoniale andrà in porto "saremmo la prima banca in Europa a rimettersi in piedi contando solo sulle proprie forze", ha detto Fiorentino prima dell'inizio dell'assemblea.
"Vogliamo e, ritengo, possiamo, farcela da soli. Stiamo comunicando con estrema trasparenza quali sono le condizioni di partenza, che evidentemente sono molto critiche, ma con altrettanta chiarezza abbiamo fatto capire, spero, che la posizione di arrivo aprirà un orizzonte completamente diverso" per Banca Carige. Lo ha detto l'ad Fiorentino prima dell'assemblea sull'aumento di capitale.
"E' un appuntamento particolare quello di oggi - ha detto l'Ad -: vorremo scrivere con gli azionisti una pagina un po' storica, di rinnovamento definitivo, per riportare Carige non solo agli antichi splendori ma soprattutto da dove Carige è partita, quindi sul territorio, sui clienti, sulle famiglie, sulla piccola impresa, che sono il nostro mercato di riferimento".
Dopo l'assemblea è in programma un Cda per mettere a punto l'avvio della conversione dei bond, una seconda operazione da oltre mezzo miliardo di euro. Il rafforzamento, prevede il piano industriale, passerà anche attraverso un terzo intervento, la cessione di asset.
Carige, incalzata dalla Consob, aveva spiegato che l'eventuale "mancata esecuzione dell'aumento di capitale e dell'Lme da 510 milioni (la conversione dei bond subordinati in bond senior), potrebbe comportare effetti negativi rilevanti sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria complessiva, con eventuali impatti sulla continuità aziendale", rendendo necessarie "ulteriori misure di rafforzamento patrimoniale" o "altri interventi da parte dell'Autorità di Vigilanza".
IL COMMENTO
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