
Una stoccata, quella del pentastellato Di Maio, che ha finalmente messo sul palcoscenico posizioni diverse. Da una parte chi è favorevole al completamento dell'opera, già finanziata dopo anni di attese, dall'altra chi è contrario e lo dichiara con onestà intellettuale e senza giri di parole.
Una posizione che può costare cara in termini di consenso, perché l'isolamento della Liguria, la lentezza dei treni e le carenze della rete stradale sono sotto gli occhi di tutti. Ma Di Maio mostra coerenza, a differenza del tema euro, con tutti i rischi del caso. "Lo definanzieremo - dice - e destineremo soldi al trasporto pubblico".
Il più chiaro di tutti è Gilberto Danesi, amministratore delegato del Psa-Vte di Genova Pra' Voltri: "Il Terzo Valico? Ve lo dico io, è essenziale. Se no chiude il porto", dice a Primocanale. "Più chiaro di così non potrei essere - continua - Speriamo che faccia crescere lavoro e occupazione il prima possibile, l'Italia ne ha bisogno. I traffici a Genova aumentano e aumenteranno ancora di più se potremo portare i contenitori non solo il Val Padana ma anche verso la Svizzera e oltre"
Dura anche la replica del governatore Giovanni Toti: "Sarebbe questo il destino di Genova e della Liguria se vincessero i 5 Stelle. Parole irresponsabili, il Terzo Valico è atteso da anni da tutte le imprese della nostra regione ed è fondamentale per lo sviluppo del porto, terminale strategico per la crescita dell'intero paese". Per il presidente ligure, Di Maio è disinformato: "L'opera è ormai interamente finanziata e i lavori sono in corso di realizzazione, fermarlo ora significherebbe buttare via centina di milioni di euro". E quindi: "Di Maio conferma, con le sue parole, a quale destino di sottosviluppo sarebbe condannata la Liguria e quale danno avrebbe l'intero sistema della logistica del nord ovest con un governo a guida 5 Stelle. Un candidato premier - conclude - prima di parlare dovrebbe almeno informarsi... meditate, gente, meditate", ha concluso.
"La Liguria aspetta da almeno 40 anni il Terzo Valico e ora finalmente è finanziato - aggiunge l'assessore regionale Edoardo Rixi - I cantieri sono aperti e ci sono tempi certi sulla realizzazione. Le nostre imprese e i nostri porti hanno necessità di collegamenti veloci per essere competitivi con il resto d'Europa. Di Maio continui pure a credere nella decrescita felice. Noi crediamo nel rilancio della Liguria con nuovi posti di lavoro e trasporti degni di una regione moderna, porta d'Europa nel Mediterraneo".
E non solo il centrodestra attacca il leader M5s. A intervenire è anche Raffaella Paita, capogruppo del Pd in Regione: "Mentre ormai diamo per assodata un'infrastruttura strategica come il Terzo Valico, arriva Di Maio e dice che bisogna bloccare tutto. E Di Maio non è una persona qualunque: è il candidato premier del Movimento 5 Stelle. La movimentazione delle merci via mare è un settore fondamentale per la nostra regione, Genova è uno dei porti più importanti del Mediterraneo, ma la città sconta ancora un forte isolamento infrastrutturale. Il Terzo Valico, così come la Gronda, ci toglierà da quest'isolamento e farà crescere ulteriormente i traffici".
"Sul Terzo Valico ci deve essere una forte assunzione di responsabilità - commenta Giovanni Mondini, presidente di Confindustria Genova - Questa è un'opera trasversale, nessuno può contestarla o criticarla. Qualcuno vorrà dare messaggi forti ma in questo caso c'è unicità di interessi. E ne sappiamo tutti l'importanza". Mentre Alessandro Pitto, presidente di Spediporto, esprime "preoccupazione e stupore. Siamo un'associazione di imprenditori, non vogliamo fare polemica politica, ma determinate affermazioni necessitano una risposta da parte di tutte aziende che hanno a cuore il futuro di Genova e del suo porto".
IL COMMENTO
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