
La sfida più grande, però, è data dal confronto con un cult come il film di Mario Mattoli, uscito nel 1954. "In ogni ristorante italiano del mondo si trova la foto di Totò che mangia gli spaghetti. Ho avuto, però, la possibilità di ridisegnare la storia, naturalmente tenendo sempre un occhio alla tradizione di questo film. Il passo avanti che è consentito dalla musica è quello di entrare nella profondità del personaggio, di raccontare sia la risata sia la malinconia, la doppia faccia della miseria", spiega ancora la regista.
Anche il cast dovrà misurarsi con attori di grande rilievo: in particolare, Alessandro Luongo nel ruolo di Felice Sciosciammocca dovrà interpretare al meglio la comicità di Totò, specialmente nella scena della dettatura della lettera. Anche Martina Belli, che vestirà i panni di Gemma, avrà come termine di paragone una giovane Sophia Loren, "ma con un abito che ricorda Monica Vitti in Polvere di stelle".
Tra i compiti del regista vi è anche quello di veicolare un messaggio al pubblico e un'opera come questa ne esprime uno molto importante: "La fame è universale, ma anche l'amicizia, il sapersi aiutare l'uno con l'altro – spiega Rosetta Cucchi - e la connessione di cuori sono ancora possibili come lo era nel 1946 e come lo era ancora prima nel 1887", anno in cui Eduardo Scarpetta ha composto questa celebre commedia teatrale.
IL COMMENTO
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