
Sono quattro uomini e tre donne, tutti nigeriani, che avevano segregato in appartamenti del quartiere Barriera di Milano, a Torino, cinque ragazze poco più che ventenni, costringendole a prostituirsi a Rivoli, Grugliasco, Settimo e Moncalieri.
Il viaggio per l'Italia poteva durare anche mesi, durante i quali le giovani venivano picchiate, violentate, stipate in carri bestiame. In Italia venivano accolte presso i C.a.r.a. (centri di accoglienza per richiedenti asilo) e prelevate dagli sfruttatori, che le costringevano, tramite minacce, ricatti e riti voodoo, a prostituirsi sulle strade di Torino e Provincia a qualsiasi ora del giorno e della notte e in qualsiasi condizione fisica, arrivando a incontrare anche trenta clienti in quindici ore.
L'indagine, denominata 'Epa', coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino e dal pm Valerio Longi, ha preso il via nell'estate del 2016, quando i carabinieri del nucleo investigativo di Genova erano sulle tracce di un nigeriano destinatario di un ordine di carcerazione a quattro anni di reclusione per lesioni personali aggravate commesse nel carcere di Marassi contro un compagno di cella.
L'uomo aveva immobilizzato a terra l'altro detenuto, l'aveva percosso e morso al volto e al corpo, al punto da staccargli parte dell'orecchio sinistro. Dalle intercettazioni è emersa la tratta di donne.
IL COMMENTO
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