
Il progetto è stato fortemente voluto dalle due principali associazioni di donatori di sangue, Fidas Genova e Avis comunale di Genova, oltre che dal Comune. La casa del donatore di sangue rappresenterà il primo esempio italiano di una struttura destinata alle associazioni di volontariato del sangue, e verrà utilizzata come unità di raccolta e come sede amministrativa.
Obiettivo, creare una unità di raccolta moderna, con 12 postazioni di prelievo, funzionale, confortevole, adeguata alle esigenze dei donatori, e soprattutto facile da raggiungere. I lavori di ristrutturazione, interamente finanzianti dalle due associazioni che si sono impegnate a raccogliere i fondi, dureranno dai 36 ai 42 mesi.
"E' un progetto che parte - spiega il sindaco di Genova, Marco Bucci - è un progetto unico. E' un bene pubblico che vogliamo restituire ai cittadini, con questo bel progetto sociale. Il comune non si farà carico dei costi che saranno gestiti dalle associazioni, se ci saranno finanziamenti europei o nazionali noi ci presteremo come tramite, ma tutto sarà a carico delle associazioni".
Resta da risolvere la questione dei migranti che alloggiano all'interno. "in accordo con la prefettura verranno fatti i bandi per lo spostamento dei richiedenti asilo - spiega il sindaco - non prevedo problemi per questo. I tempi non li conosco, ma penso comunque entro la fine dell'anno". I presidenti di Avis comunale Genova, Rita Careddu e di Fidas Genova, Emanuele Russo esprimono grande soddisfazione per la nascita della casa del donatore "frutto di un lavoro di collaborazione tra le associazioni e il primo esempio italiano di questo genere".
IL COMMENTO
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