
A margine della premiazione dell’edizione 2017/2018 di ‘Cantautori nelle scuole’ dove ha premiato i ragazzi delle scuole superiori che si sono distinti per le loro capacità artistiche legate al mondo musicale, Paoli ha raccontato la sua esperienza: “Mi è capitato personalmente di ascoltare dal vivo uno di quei ragazzi, di cui non farò il nome per rispetto, usciti da uno dei tanti talent, subito ho pensato ‘ma come cacchio fa a cantare questo, è stonato, è una cosa tremenda’ ma dalla sua parte aveva l’immagine. È proprio il criterio di scelta che è sbagliato, si premia la bellezza e non la capacità artistica e musicale”.
L’autore di veri e propri capolavori della musica italiana quali ‘Il cielo in una stanza’, ‘Quattro amici al bar’ o ‘La gatta’ spiega come oggi non solo la scelta dei giovani ma anche la tecnologia incide ed è capace di rimediare alle storture e agli errori commessi in sala d’incisione: “Così uno che non sa cantare alla fine risulta altrettanto bravo rispetto a un altro, poi però lo senti dal vivo e capisci. All’estero però non è così, guardate il successo che sta avendo Adele, in questo caso viene premiata la sua voce bellissima”.
Dallo stesso Paoli arriva però un messaggio ben chiaro a tutti i giovani, un insegnamento di vita da seguire in ogni circostanza e non solo nel settore musicale: “Non seguite la moda. Bisogna ascoltare se stessi, non gli altri. Ci sono talmente tanti imbecilli in giro, nei media, nella società tutta che l’unica salvezza per un giovane è ascoltare se stesso".
Poi il cantautore parla della musica in senso generale: “E’ sempre una magia straordinaria, una magia di un mondo che surreale, dove non c’è il brutto, dove ognuno può trovare il suo bello. È come uno specchio dove ci si riflette e tira fuori quello che abbiamo dentro”.
IL COMMENTO
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