
Ad aprile, i giudici, proprio per i fatti avvenuti all'interno della caserma di Bolzaneto, avevano condannato a un risarcimento di oltre 6 milioni, per il solo danno patrimoniale 26 persone, tra personale medico-sanitario, appartenenti della polizia, carabinieri e polizia penitenziaria. Tra i condannati, anche Alfonso Sabella, all'epoca dei fatti capo dell'Ispettorato del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap) e il generale Oronzo Doria, ex capo area della Liguria degli agenti di polizia penitenziaria.
La procura aveva però chiesto anche una condanna a 5 milioni per il danno di immagine. I togati, su questa richiesta non si erano pronunciati, disponendo la sospensione del giudizio e ora il rinvio degli atti alla Corte Costituzionale.
Nell'ordinanza, i giudici contabili sottolineano come sia "aberrante poter richiedere il risarcimento del danno all'immagine al pubblico dipendente che giustifica l'assenza dal servizio, magari di soli due o tre giorni, mediante una certificazione medica falsa, o attestante falsamente uno stato di malattia, mentre ne è impedita l'azione nei confronti di chi ha commesso, o ha impedito che venissero commessi, fatti che hanno oscurato l'immagine dell'intera Nazione, tanto da essere definiti da Amnesty International come 'la più grande sospensione dei diritti umani e democratici dalla Seconda Guerra Mondiale in Europa'".
Secondo l'accusa, durante la detenzione nella caserma di Bolzaneto, 252 persone, tra arrestati e fermati, subirono, da parte del personale medico e degli appartenenti alla forze di polizia, indescrivibili violenze fisiche e psicologiche. I fermati furono picchiati, umiliati, vessati. Fu impedito loro di usare il bagno, di chiamare l'avvocato, furono minacciati di morte o di stupro.
IL COMMENTO
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