
“Io ricordo che Ilva vale l’1% del Pil del nostro Paese. Il fallimento della trattativa con Mittal significherebbe per il governo la perdita di almeno 300 milioni di euro per lo spegnimento dei forni, almeno 2 miliardi per le bonifiche ambientali di Taranto, circa 20 mila lavoratori in cassa integrazione e la scomparsa del settore acciaio dalla seconda manifattura del continente europeo. Mi sembra una responsabilità molto grave per un ministro dello sviluppo economico e mi auguro che, dopo un momento di riflessione legittimo, Di Maio si sieda al tavolo e decida che questa sia la strada da percorrere, ovvero trovare un accordo con i sindacati e gli enti locali per poi far ripartire la prima acciaieria d’Italia”.
IL COMMENTO
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