cronaca

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"Noi stiamo morendo ogni giorno nell'incertezza, è una morte civile", così ha detto Luca Fava, sfollato di via Porro 9, ai microfoni di Primocanale durante Live News Mattina. "Noi esigiamo di entrare in sicurezza nelle nostre case che sono ancora qua e recuperare tutte le nostre cose: vestiti, giocattoli, ricordi che il denaro non potrà mai ripagare. Poi, se possibile anche i mobili, alcuni avevano appena arredato casa".

Questa è la loro unica richiesta, mentre ogni giorno leggono sui giornali e ascoltano dalla tv di un possibile abbattimento dei piloni, senza sapere quando potranno rientrare. Alcuni non hanno mai più varcato la soglia di casa da quel 14 agosto, fortunatamente Luca non era tra questi. "Io ho preso i giochi delle mie figlie perché era necessario dare continuità alle mie figlie durante questo dramma", ha raccontato. "La più grande ha sette anni e il ponte ricorre spesso nei suoi disegni, tutte e due vogliono tornare a casa". 

E a questo si aggiungono tanti altri interrogativi: "Che ne sarà delle persone che sono rientrate nei civici 1, 2, 2a e 3 quando tutte le case di questa comunità unita verranno rase al suolo? Quali servizi potranno avere? Esigiamo rispetto".