
"Il paese ha bisogno di ripartire dalle infrastrutture e dal rispetto del suolo. Senza investimenti pubblici seri su questo fronte, l’economia del paese non parte come dimostrano i dati di oggi del pil. E’ evidente che c’è un ritardo politico ed un pregiudizio culturale sulle grandi opere. Soprattutto il Sud è completamente tagliato fuori dall’Europa senza la costruzione di grandi reti infrastrutturali. Le risorse ci sono, circa 100 miliardi immediatamente spendibili e noi incalzeremo il Governo, la politica e le istituzioni locali a sbloccare le opere già cantierate ed far partire i nuovi progetti. "Il pil ed i nuovi posti di lavoro non si fanno crescere nè si costruiscono con i sussidi", ha sottolineato Furlan, "ma con maggiori investimenti in innovazione, ricerca, formazione, scuola. Anche sulla pubblica amministrazione il Governo deve mettere più risorse nella manovra per sbloccare la contrattazione con il sindacato sull’ innovazione, le nuove competenze dei lavoratori e digitalizzazione". La Furlan è tornata anche sulla decisione del comune di Torino di ieri sulla Tav.
"Quello che è sucesso ieri al consiglio comunale di Torino sulla Tav è molto grave. Non solo perchè è stato impedito all’opposizione di parlare. Si è deciso di compensare la decisione sul gasdotto pugliese, bloccando la Tav. Governare è una cosa seria e gravosa. Bisogna guardare al paese e a come sarà tra 20 anni, non pensare solo alle elezioni dei prossimi mesi. Da Genova oggi parte una campagna forte della Cisl per sollecitare una svolta".
IL COMMENTO
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