
Dopo un primo tempo in cui la squadra di Giampaolo viene ingabbiata dagli avversari, nel secondo tempo bastano un paio di accelerazioni e per i malcapitati di turno non c’è più scampo. Un’interpretazione quasi perfetta, se è vero come è vero che Audero non si sporca neanche i guanti e la sua porta rimane inviolata. A tremare semmai è ancora Sorrentino, salvato dalla traversa sul bolide scagliato dal solito Quagliarella su calcio di punizione. Sarebbe stato un trionfo per lui, ma può andare bene così. Per la Sampdoria arriva la terza vittoria consecutiva e una classifica da lustrarsi gli occhi: 29 punti, quinto posto solitario, ad appena due lunghezze dalla Champions League. Sabato all’ora di pranzo c’è la sfida impossibile a Torino con la Juventus, ma ci sono anche le condizioni perfette per giocarsela senza remore.
Eppure in una giornata così, di festa e di successo, c’è chi non ha potuto godersela: il presidente Massimo Ferrero, durante contestato prima del match con il Chievo dagli ultrà della Sampdoria, che hanno disseminato la zona intorno allo stadio di striscioni di contestazione contro di lui, invitato apertamente ad andarsene. Ferrero non era allo stadio, ma gli è stato riportato tutto. La squadra vola, i risultati premiano la gestione naif e spregiudicata del presidente odiato però dalla frangia più calda dei tifosi e la società è attesa tra due giorni da un delicato consiglio di amministrazione. E’ una Sampdoria dai due volti: luminosa come un cometa in campo, opaca come un buco nero fuori.
IL COMMENTO
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