
Quarantacinque euro per una mammografia, trenta per la visita ai nei. Cifre non bassissime ma sempre più basse di quelle degli studi medici privati. Ma vale la pena aspettare oppure meglio spendere il doppio ma “togliersi il lagno?” e scoprire prima eventuali problemi?
Storia vecchia, non diciamo nulla di nuovo, non scopriamo nulla. Ma qualche volta é giusto ricordare ai politici, che sbandierano spesso dati trionfalistici, che la realtà di tutti i giorni è un’altra.
Altro paradosso: nell’era di Internet all’ennesima potenza, della sanità 2 punto zero, anzi 4 punto zero e già 5 punto zero... (ah ah) ti dicono che gli esami del sangue sono ad accesso diretto (e tutti sanno che ci passi un’ora almeno ad aspettare il tuo turno, con la fame nello stomaco, l’orologio fisso sotto gli occhi perché devi andare a lavorare) ma che se vuoi puoi anche prenotarli. Prenotarli? Bene, bravi! Ma c’è la fregatura: per prenotarli devi andare di persona all’ufficio del Cup, che vuol dire code quasi analoghe. Ma scusate, una telefonata, una prenotazione on line no?
Chiudiamo con un sorriso un po’ grottesco. Andate nel bagno della nuovissima palazzina degli ambulatori dell’ospedale di Lavagna, secondo piano: vi troverete seduti sul water accanto ad una vetrata immensa senza tende e senza persiane o tapparelle, che si affaccia su un’ala intera dell’ospedale, piena di finestre. Come nei peggiori incubi notturni, quando ti scappa la pipì e sogni che la devi fare ma ti guardano tutti...
IL COMMENTO
La scienza dei sondaggi: ecco come lavoriamo per raccontare la realtà insieme a Primocanale
La Costituzione, Salis in Lottomatica e la politica di cui non puoi fidarti