
La delocalizzazione dei depositi chimici costieri di Carmagnani e Superba (quest'ultima ha presentato istanza per occupare le aree dell’ex carbonile Enel nel porto di Genova Sampierdarena “e noi siamo con loro” spiega Emilio Carmagnani). “Noi rispettiamo le norme di legge, altrimenti ci avrebbero già fatto chiudere - spiega Irene Bonetti, in tuta da lavoro e scarpe antinfortunistiche api piedi, parte della dinastia dei Carmagnani ed oggi alla direzione del deposito costiero che conta 32 serbatoi interrati - Abbiamo sistemi di sicurezza avanzati che rilevano qualsiasi anomalia. Quello che è successo nel 1987 (un’esplosione uccise quattro operai) oggi con le tecnologie attuali non potrebbe più succedere”. Bonetti spiega che l’azoto tiene “dormienti” le rinfuse liquide chimiche che si trovano nel deposito in modo che non possano generarsi gas che sarebbero pericolosi. Inoltre che c’è un tubo ispezionabile che rifornisce i serbatoi dal Porto Petroli e che le centraline elettriche di Arpal controllano la qualità dell’aria.
“Noi vogliamo andare via perché se avessimo più spazi potremmo raddoppiare la nostra attività, creando lavoro. Oggi mandiamo via i clienti perché siamo saturi” spiega Emilio Carmagnani, puntualizzalizzando su quanto sia importante avere un sito il più vicino possibile al mare.
Ricordiamo che oggi al vaglio ci sono le aree dell’ex carbossile dell’Enel nelle aree Ilva di Cornigliano anche se l’Autorità portuale studia “il ponente in generale compreso Vado”.
IL COMMENTO
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