
Nel programma della trasmissione, aperta dalla golfista azzurra Federica Torre, il ricordo della villeggiatura a Busalla di Fabrizio De Andrè con le canzoni degli Alalunga in suo onore e i ricordi del critico musicale, Sergio Teddy Di Tonno. Poi, le note dei Trallalero di Sant'Olcese e ancora uno straripante Pier Luigi De Fraia nelle vesti di un personaggio di vallata con una comicità straordinaria.
Tuttavia, insieme a Gioele, bimbo di 7 anni con un dialetto sfolgorante, che ha imparato l'arte degli artigiani dei cestini, grazie alla sapienza dei volontari Unitre, la vera bandiera della puntata sono stati i prodotti locali. Ciascun sindaco è andato davanti alle telecamere con il manifesto del proprio paese: canestrelli, miele, mela Cabellotta, trofie di farina di castagne, mostardella, ravioli e molto altro.
A stabilire il prodotto a cui proprio non si può rinunciare su un'isola deserta sono stati il cucinosofo Sergio Rossi, il professor Franco Bampi, il gestore del rifugio Antola, Federico Ciprietti, e il piccolo Gioele.
Queste le risposte: per Rossi, originario di Montoggio, esclusi per conflitto di interessi, i canestrelli e dunque la scelta sulle trofie di castagne. Per Bampi: "la migliore minestra come diceva il Casaccia, quindi i ravioli". Per Ciprietti, giovane padre di una bimba che crescerà sull'Antola, la birra di Savignone. Per Gioele, la mostardella di Vobbia. Tutto, assieme, costituisce un'inimitabile cartolina di Valescrivia, per una sera, senza campanilismi.
IL COMMENTO
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