
Più di 4 italiani su 10 (42%) non sono preoccupati dal rischio di code e partono comunque anche perché spesso possono godere solo di periodi limitati e prestabiliti di ferie, che costringono a sfruttare al massimo i giorni a disposizione. Quest'anno peraltro si rafforza l'abitudine tutta nazionale a concentrare le partenze nel mese di agosto che è di gran lunga il più gettonato dell'estate. Ben l'86% degli italiani in viaggio resta in Italia anche se quest'anno si è registrata una leggera ripresa tra le destinazioni dell'Africa proprio in Paesi come la Tunisia e l'Egitto in grande sofferenza negli anni scorsi.
Quest'estate parte in vacanza con il proprio animale quasi un italiano su cinque (19%) grazie a una accresciuta cultura dell'ospitalita' "pet friendly" lungo tutta la Penisola secondo l'analisi Coldiretti/Ixè, dalla quale si evidenzia che appena una minoranza del 13% rinuncia perché non è possibile accogliere nella struttura di permanenza cani e gatti ma anche uccelli conigli, tartarughe e pesci.
Per più di un italiano su cinque (21%) la durata è compresa tra 1 e 2 settimane, ma c'é un fortunatissimo 3% che starà fuori addirittura oltre un mese. Se è il mare a fare la parte del leone per 7 italiani su 10 (70%), seguito dalla montagna, si assiste alla ricerca di alternative meno affollate con la campagna che è scelta dall'8% dei vacanzieri.
La spesa media destinata dagli italiani alle vacanze estive è di 779 euro per persona, in aumento del 5% rispetto allo scorso anno. Un terzo degli italiani (33%) resterà comunque al di sotto dei 500 euro di spesa, il 42% tra i 500 ed i 1000 euro, il 18 % tra i 1000 ed i 2000 euro mentre percentuali più ridotte supereranno questo limite. Circa 1/3 della spesa secondo la Coldiretti viene destinata all'alimentazione per consumare pasti in ristoranti, agriturismi o in strada ma anche per acquistare prodotti spesso da riportare a casa come souvenir.
Oltre la metà degli italiani in viaggio ha scelto di alloggiare in case di proprietà, di parenti e amici o in affitto, ma nella classifica delle preferenze ci sono nell'ordine anche alberghi, bed and breakfast, villaggi turistici e gli agriturismi che nelle 23mila strutture fanno segnare un aumento del 3% rispetto allo scorso anno grazie alla qualificazione e diversificazione dell'offerta, ma anche all'ottimo rapporto tra prezzi/qualità.
IL COMMENTO
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