
Una Salvatore in veste moderata quella che, nel corso dello speciale sulla politica di Primocanale, si compiace della nuova linea dettata da Luigi Di Maio con l'apertura a realtà politiche territoriali. E magari fare da paravento a un accordo più ampio, in Liguria come nel Paese, tra M5s e Pd anche in vista delle prossime tornate elettorali.
La portavoce dei pentastellati in Regione ha fatto anche un mea culpa rispetto alle gestione della dialettica usata nel corso del tempo dal M5s nei confronti degli avversari politici: "Abbiamo fatto un errore nel demonizzare i simboli anziché le persone che hanno portato a questa decadenza della politica italiana". E se anche dal M5s ligure arriva un segnale di pace, dall'altra parte le orecchie sono ben aperte e pronte ad accogliere la suggestione che col passare dei giorni diventa sempre più realtà. "Il tema è quello di passare dalla parola alla pratica - spiega il consigliere Pd in Regione Luca Garibaldi -. Sono le cose che si fanno insieme a costruire le condizioni per cui ci si trova d'accordo su un tema e un altro. Ora c'è un governo nazionale che inizia a lavorare, c'è un programma condiviso tra tre forze politiche. Leu, Pd e M5s devono dialogare e ci sono prospettive anche in Liguria, poi sono convinto che le formule non si copiano".
Molto più dubbiosa invece sulla riuscita dell'operazione anche in Liguria dopo quella del governo Andrea Costa di Liguria Popolare: "E' una ambizione legittima ma Pd e M5s ne hanno di strada da fare, su molti temi, come ad esempio quelli legati alle infrastrutture, hanno visioni diverse e fino a ieri hanno portato avanti le proprie idee di fatto opposte, sarà molto difficile conciliare le cose" sintetizza Costa.
IL COMMENTO
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