
Giorgetti ha parlato anche della coalizione di centrodestra in vista delle elezioni regionali del 2020. "Non ci può essere un nuovo centrodestra federato dalla Lega e, una volta che vinciamo le elezioni, qualcuno passa con la sinistra perche' parlano meglio e si vestono meglio. Quelli che staranno con noi dovranno condividere quello che siamo e il progetto politico che ci sta dietro". Alla domanda se ritenesse su questo fronte più affidabile il governatore ligure rispetto a Silvio Berlusconi, Giorgetti ha risposto che "Toti per adesso si è comportato bene. Penso sia una persona intelligente e che queste cose le capisca. Non ci può essere un centro indefinito che sta di qua o di là in base all'opportunità, pur di stare al governo. Il problema del Paese è questo trasformismo, va bene tutto pur di stare al governo. E invece non va bene. La politica è chiarezza: stare al governo è il mezzo per fare delle cose. In questo momento c'è chi sta al governo semplicemente per durare e non per fare cose e questa legge di Bilancio lo conferma".
Dal canto suo, Toti presente all'evento della Lega ha parlato di un centrodestra compatto in Liguria. "I sondaggi apparsi ci danno oltre il 50% dei voti: la cosa più importante è che non solo l'85% delle persone che ci ha votato nel 2015 ci rivoterebbe, ma almeno un 35-40% di chi non ci ha votato allora, oggi voterebbe per noi. Qui, al netto delle sensibilità diverse e dei legittimi percorsi individuali, mio compreso, la coalizione di centrodestra ha dato prova di stabilità, di compattezza, di coerenza e condivisione profonda di un modello di regione".
Eppure, il timore di un ammutinamento 'azzurro' aleggia nella sala. "Quando abbiamo cominciato nel 2015, governavamo il 30% degli abitanti di questo territorio. Oggi l'82-83% di abitanti della Liguria hanno scelto amministrazioni di centrodestra. Credo che tutti i partiti della coalizione, al di là delle simpatie o antipatie non possano non riconoscere questo straordinario risultato. E vorrei capire chi è che può pensare di interrompere un percorso virtuoso come quello creato per egoismi di partito o per legittime ambizioni. Questo è un progetto che travalica le persone e i simboli per andare dritto al cuore dei cittadini", ha ribadito ulteriormente Toti.
Il segretario della Lega in Liguria e deputato, Edoardo Rixi, guarda alla regole per le Regionali 2020. E punta il dito sui pentastellati. "Temo che il M5s, partito per abolire il listino dei nominati alle elezioni regionali in Liguria, oggi capisca che se si allea con il centrosinistra e si presenta insieme ha bisogno del listino per avere più consiglieri. Mi sembrerebbe assurdo che qualcuno non voti per l'abolizione del listino. Non può essere una camera di compensazione tra le forze politiche in un momento come questo in cui noi vogliamo coinvolgere il nostro territorio. Inoltre, se il Pd cedesse sulle infrastrutture per avere la speranza di governare la Regione, secondo me farebbe un patto sciagurato che non gli porterà fortuna", ha concluso l'ex vice ministro.
All'evento organizzato a Sestri Levante hanno partecipato almeno 300 amministratori locali che hanno partcipato a incontri, workshop e tavoli tematici. Fino al gran finale con la tavola rotonda a cui hanno partecipato Giorgetti, Rixi, Toti e il sindaco di Genova Marco Bucci, moderati dal direttore di Primocanale Andrea Scuderi.
IL COMMENTO
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