
La multiutility aveva presentato lo scorso giugno una manifestazione di interesse per un'aggregazione industriale degli 'asset rinnovabili' delle due società'. L'ipotesi era stata accolta con diffidenza da alcune forze politiche autonomiste che compongono l'attuale maggioranza regionale in Valle d'Aosta. Secondo i sindaci delle tre città, esiste "una significativa potenzialità di sviluppo di sinergie territoriali della Macro Area tra le regioni Liguria, Piemonte, Emilia Occidentale e Valle d'Aosta, che puo' essere alimentata ed espressa appieno solo attraverso meccanismi positivi di collaborazione, anche industriale, con evidenti ricadute sul piano dello Sviluppo economico e occupazionale territoriale", scrivono nella richiesta di incontro inviata ai presidenti del Consiglio regionale della Valle d'Aosta Emily Rini e della Regione, Antonio Fosson.
"Le multiutilities di significativa dimensione, e in particolare oggi quelle quotate, in ragione anche della complessità dei mercati di riferimento, rappresentano, per i territori su cui insistono, uno strumento di politica territoriale significativa a disposizione delle Amministrazioni, pur nel pieno rispetto dell'autonomia e di gestione delle aziende stesse", concludono Bucci, Vecchi e Appendino.
IL COMMENTO
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