
"Il 25 dicembre è il centro di tutto ma ci saranno anche altri momenti, prima e dopo il Natale, tra cui 6 o 7 pranzi nelle strutture carcerarie a seconda delle diverse sezioni a Pontedecimo e a Marassi, realizzati anche grazie anche alla disponibilità dei direttori. Poi avremo i pranzi negli istituti per anziani genovesi, che sono luoghi importanti in cui in particolare nei giorni di festa si sente ancora di più il peso della solitudine, in situazioni di fragilità, e il pranzo per le persone di strada nel tradizionale ritrovo alla Commenda di Pré", sottolinea Scala.
Un impegno che dura tutto l'anno non solo a Natale. "Sono tutte situazioni che noi conosciamo persone che frequentiamo e con cui ci accompagniamo tutto l'anno. Indirizziamo ognuno al suo pranzo, dove troverà persone che conosce, un tavolo con un posto con il suo nome, invitiamo uno per uno. Così come il regalo che facciamo, che è personalizzato, come in ogni famiglia succede", aggiunge Scala. L'appuntamento principale rimane quello alla basilica dell'Annunziata dove anche quest'anno Sant'Egidio ha affidato l'allestimento del presepe agli artigiani napoletani di via San Gregorio, nel quale si intrecciano tradizione napoletana e genovese.
"Una cosa bella che sottolineiamo è la disponibilità di alcune chiese della città che si aprono per i pranzi di Natale, come l'Annunziata ma anche quella di San Francesco o la chiesa delle Grazie di Sampierdarena: un segno di accoglienza e di porte aperte". I volontari coinvolti nei pranzi di Natale arrivano quasi ad un migliaio, a Genova. "Abbiamo circa 700 persone che vengono ad aiutarci, a cui si aggiungono 200 volontari circa di Sant'Egidio. Un numero che cresce sensibilmente ogni anno, c'è grande disponibilità da parte del tessuto cittadino non solo nelle feste ma anche nel corso dell'anno ed è un aspetto da sottolineare. In un tempo che sembra un po' fatto di muri e di chiusura, c'è una risposta diversa, c'è un bisogno di comunità che emerge anche dal rapporto del Censis", prosegue Scala.
"C'è un'attenzione crescente da parte nostra anche nell'organizzare pranzi nelle periferie cittadine. Penso al Cep, a Molassana o anche a Begato, dove a pochi passi dalla Diga al Pala-Diamante si terrà un grande pranzo. Si celebra un'amicizia che dura tutto l'anno, che è un modo per creare tessuto e rete", conclude il rappresentante della Comunità di Sant'Egidio a Genova.
IL COMMENTO
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