
De Micheli non si sbilancia e non parla né di revoca, né di revisione, ma sul dossier appena chiuso dice: "E' evidente a tutti, che qualcosa in questi anni è successo, o meglio qualcosa non sia successo, cioè abbiamo troppe evidenze, concrete, di situazioni di mancata manutenzione, di ritardi o di manutenzioni fatte secondo criteri che non sono oggettivi". In ogni caso, fanno sapere alcune fonti, la scelta su una revoca o una revisione delle concessioni autostradali ad Autostrade sarà una decisione "collegiale di tutto il governo e il dossier, prima di essere reso pubblico verrà fatto vedere al presidente del Consiglio e ai ministri".
In Borsa il titolo Atlantia è tornato a perdere terreno e ha chiuso in calo del 3,03% a 20,16 euro, ma questa volta la responsabilità è anche della Spagna. Il 31 dicembre il governo spagnolo, guidato dal socialista Pedro Sanchez ha deciso di non rinnovare ad Abertis, controllata da Atlantia, le concessioni di due autostrade (Ap-7 e Ap-4) e di riavocarne la gestione allo Stato. Una decisione analoga era stata presa dal governo spagnolo il 30 novembre alla scadenza della concessione dell'autostrada Ap1 in capo al gruppo Itinere. Il governo spagnolo ha infatti deciso di riprendersi, man mano che scadano, tutta la gestione delle autostrade.
Intanto in Italia, in attesa di una decisione del governo, si studia come gestire gli oltre 3mila chilometri di autostrade finora in mano ad Atlantia. "Il governo dovrà valutare l'impatto finanziario e soprattutto l'impatto occupazionale di qualunque decisione", ha detto ancora De Micheli garantendo che il governo si farà carico "della soluzione di entrambi i problemi. Ci sono due categorie di persone che non devono e non possono pagare le conseguenze di quanto accaduto negli ultimi decenni: la prima, i lavoratori e le lavoratrici; la seconda, gli utenti, i cittadini, le persone che viaggiano sulle autostrade", ha proseguito De Micheli.
Nel caso di ritiro delle concessioni, l'ipotesi più probabile è il passaggio della rete di oltre 3mila chilometri e dei dipendenti di Autostrade ad Anas, la società controllata da Fs a sua volta controllata dal Ministero dell'Economia. Fonti vicine alla società smentiscono poi categoricamente la notizie di eventuali richieste di scudi penali in caso di successione ad Atlantia. Peraltro Anas, diverse volte è rientrata nelle gestione di migliaia di chilometri di strade regionali e provinciali (di recente Lazio e Toscana) e non ha mai fatto questo tipo di richieste.
IL COMMENTO
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