
"La Liguria è il primo polo logistico del Paese e la politica deve fornire le infrastrutture necessarie a progettare il futuro. Si pensi a cosa sarebbe questo paese se si sbloccassero i cantieri già progettati, quanti giovani troverebbero lavoro, altro che reddito di cittadinanza. Ci sono cantieri che potrebbero partire domani mattina: la variante Aurelia a Sanremo, il raddoppio della ferrovia del ponente, il nodo di Genova, il Terzo Valico, la Pontremolese a Spezia. Tutto questo vale alcune decine miliardi di investimenti: se tutto questo partisse domani, avremmo alcuni punti di Pil in più, una visione del futuro diversa e centinaia di migliaia di occupati in più in questo territorio", ha proseguito il governatore.
"L'unica opera pubblica che va avanti in questo Paese è il nuovo ponte di Genova perche' ha un commissario. Questo Paese va avanti solo grazie ai commissari: perché non diamo a sindaci e presidenti di Regione quei poteri come ordinari per poter fare le cose con quella velocità?", ha ribadito Toti. "Se la vicinanza della Regione è stata sentita in questo territorio è perché abbiamo fatto quello che dovevamo, assumendoci le nostre responsabilità. Questo non è accaduto a livello nazionale perché spesso la caccia al colpevole è più semplice rispetto alla ricerca delle soluzioni ai problemi".
"Io ho appoggiato e come Regione abbiamo collaborato al decreto 'Sblocca cantieri' ma per sbloccare i cantieri non dovrebbe servire un ulteriore decreto: bisogna prendere le regole e strappare i fogli di quei codici, non solo il codice degli appalti ma anche, ad esempio, la legge fallimentare. Un'opera strategica nazionale da cui dipendono miliardi di euro in accise non può essere trattata come il fallimento di una tabaccheria. Non si può aspettare 9 o 10 mesi per fare un capannone perché nel frattempo a Singapore hanno costruito un posto che vale tutti i containers d'Europa. La politica deve tornare ad avere il coraggio di decidere", ha concluso il governatore ligure Toti.
IL COMMENTO
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