
L'obiettivo e' arrivare a regime entro il 20 aprile. "La priorita' resta la sicurezza dei lavoratori, ma e' importante questo primo segnale di ripresa - dice Alessandro Vella, segretario della Fim-Cisl Liguria -. E' bene che dove ci siano le condizioni si possa ricominciare a lavorare, serve all'azienda, all'economia e al sostentamento delle persone". Si riparte con circa 60 persone, su tre turni per arrivare a 200/250 sui mille dipendenti di Genova. Gli operai tornano in fabbrica dopo gli scioperi, l'accordo sulla cassa integrazione per Covid-19, e dopo la verifica dell'applicazione di tutte le misure per la prevenzione del contagio nei reparti interessati. La produzione di latta e' considerata, in base al Dpcm 22 marzo, fra le attivita' produttive indispensabili per la filiera alimentare. Molti clienti hanno detto all'azienda che rischiano il fermo impianti per le mancate forniture di banda stagnata da parte dello stabilimento genovese.
Latta che serve ad esempio per pelati, salsa e tonno. "Abbiamo fatto un accordo nel rispetto della legge, vorrei far rientrare anche piu' persone, purche' si dia la possibilita' di garantire mascherine e tutte le condizioni per lavorare in sicurezza a tutti - commenta Armando Palombo, rsu Arcelor Mittal che aggiunge -: l'Italia e' il primo consumatore europeo di latta con 800 mila tonnellate all'anno e l'Arcelor Mittal di Genova e' l'unico impianto in Italia che la produca: circa 120 mila tonnellate l'anno, ma potrebbe arrivare a 300 mila (oggi funziona una linea su tre) se solo si facessero gli investimenti che chiediamo da anni".
IL COMMENTO
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