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Nel documento che accompagna i risultati, Atlantia mette sul tavolo un piano da complessivi 2,9 miliardi, accantonando nel bilancio della controllata Autostrade per l'Italia 1,5 miliardi da destinare a riduzioni tariffarie e investimenti. Nel dettaglio "Atlantia ha previsto un accantonamento di 1,5 miliardi di euro di Autostrade per l'Italia a fronte della disponibilità offerta al governo a farsi carico di nuovi impegni economici per sconti tariffari e contributi allo sviluppo infrastrutturale del Paese, realizzabili qualora venisse raggiunta una soluzione concordata e definitiva della procedura di contestazione avanzata dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti".
Dopo la tragedia di Genova del 14 agosto 2018 in cui persero la vita 43 persone fin da subito il governo ha parlato di revoca della concessione autostradale ad autostrade per l'Italia. I successivi controlli lungo altre arterie controllatte dal gruppo che fa capo alla famiglia Benetton ha portato a stilare un elenco in cui sono emerse criticità per quanto riguarda viadotti e gallerie, numerose quelle che si trovano nel territorio ligure. E' il caso ade esempio della Galleria Bertè sulla A26 da cui lo scorso 30 dicembre si è staccata all'improvviso una parte della volta. In quel caso solo fortunatamente non vennero coinvolte persone.
Ma Atlantia "pur contestando integralmente gli addebiti mossi nei suoi confronti, ha manifestato la propria disponibilità per individuare una soluzione condivisa e definitiva". Per questi motivi "il Cda di Autostrade ritiene confermato il presupposto della continuità aziendale, ritenendo non ragionevolmente probabile il rischio della revoca della concessione e ragionevolmente possibile la conclusione di un accordo con il Governo". Sulla questione si era soffermato in un'intervista anche il ministro dei Trasporti Paola De Micheli che aveva giudicato possibile una soluzione in un tempo più breve del previsto.
Secondo il ministro, infatti il governo deciderà sulla vicenda molto prima dei tre mesi necessari al completamento delle opere del nuovo ponte di Genova e sarà rigoroso nel valutare il dossier Autostrade per l'Italia, che comunque andrà tenuto separato dall'inchiesta della magistratura sulle responsabilità del crollo del ponte. Nel dettaglio il Gruppo Atlantia ha chiuso il 2019 con utili in calo a 136 milioni, in diminuzione di 639 milioni rispetto al 2018. I ricavi si sono attestati a 11,6 miliardi comprensivi del maggior contributo del gruppo Abertis (4,534 miliardi di euro), in aumento di 4,714 miliardi di euro (+4% su base omogenea).
Per il 2020 le prospettive restano però assai incerte e Atlantia calcola, sulla base del calo del traffico autostradale e aeroportuale valutato rispettivamente del 30 e del 50% un impatto negativo sui ricavi nell'ordine di 3 miliardi di euro, rispetto ai dati del 2019, e una potenziale riduzione dei flussi operativi al netto degli investimenti pari a 2 miliardi, sempre rispetto ai dati del 2019". Il bilancio di Atlantia è arrivato al termine di una giornata intensa che oltre al completamento a Genova della struttura del Ponte Morandi ha visto a Roma le dimissioni da Aeroporti di Roma dell'amministratore delegato Ugo De Carolis sostituito al vertice della società da Marco Troncone
IL COMMENTO
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