
La questione è solo in parte sportiva, perché molte leghe professionistiche vogliono ricominciare a giocare soprattutto per incassare la terza e ultima rata dei diritti tv, 250 milioni per l'Italia, che salterebbe in caso di cancellazione della stagione. Ma il tempo stringe, la pandemia allenta solo in parte la sua morsa e le notizie che arrivano dalle società non sono confortanti: per quanto riguarda la serie A, i dieci positivi al Covid-19 (sei della Fiorentina, quattro della Sampdoria e uno del Torino) emersi alla ripresa degli allenamenti certo non sono una premessa incoraggiante per ricominciare a giocare.
Così molti alti dirigenti del calcio europeo hanno fatto pervenire a Nyon, dove ha sede la Uefa, discrete sollecitazioni al presidente Ceferin perché conceda una proroga al termine del 2 agosto. Tale differimento produrrebbe di conseguenza uno slittamento degli stessi calendari delle coppe europee, il che secondo molti addetti ai lavori sarebbe comunque un male minore, rispetto all'implosione di molte società e di interi campionati privati delle risorse televisive.
IL COMMENTO
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