
“Tutti i settori avranno un calo, noi qui stimiamo il 30% in meno (artigiani e piccola/media impresa ndr) sia per afflusso di clientela che per la spesa e i costi”, spiega ai nostri microfoni Barbara Banchero, segretario Cna Genova. “La crisi collettiva e la disponibilità di spesa inferiore – prosegue Banchero – diminuiranno il lavoro e gli introiti, certamente non sarà un periodo facile per le imprese”. La previsione è semplice quanto preoccupante: tutte le aziende subiranno un calo e avranno delle difficoltà, la richiesta quindi è quella di tenere in considerazione le piccole imprese che, spiega Barbara Banchero, “sono l’ossatura nel nostro territorio e hanno bisogno di lavorare per sopravvivere”.
In Liguria, sottolinea la segretario del Cna di Genova, “parliamo di imprese che hanno come media due dipendenti, sono imprese che se non lavorano, non sopravvivono”. Per capire più da vicino come ci si sta preparando alla riapertura, siamo stati in un centro estetico nel quartiere genovese di San Fruttuoso, in compagnia della sua titolare e referente del Cna per l’estetica Emanuela Bocci, che esordisce così: “Siamo pronti, se verrà dato l’ok ad aprire noi ci saremo”. Tra accoglienza scaglionata dei clienti per non creare assembramenti, dispositivi appositi come gel disinfettante personale, soprascarpe, mascherine e guanti, in molti centri tutto è sistemato per la possibile ripartenza di lunedì. “Noi abbiamo calcolato mezz’ora tra un cliente e l’altro per disinfettare l’ambiente e arieggiarlo”, ci spiega, mostrandoci l’ingresso, Emanuela.
Se prima del Covid per il cambio di cliente bastavano dieci minuti, da ora in poi ne serviranno almeno trenta, per sanificare gli spazi e gli strumenti del mestiere. “Da anni utilizziamo l’autoclave per la sterilizzazione, come quella dei dentisti, per una maggiore sicurezza nostra e delle clienti”, ci mostra il macchinario Emanuela Bocci. Manicure, pedicure, massaggi al viso o al corpo e le più gettonate cerette, il tutto verrà eseguito con guanti e mascherine, quest’ultime dovranno essere indossate anche da chi si sottopone al trattamento.
E per quelli ravvicinati le estetiste indosseranno, oltre alla mascherina, anche la visiera protettiva: “Utilizzeremo anche questa barriera che ci protegge – Emanuela la indossa direttamente – perché la cliente in questo caso non potrà avere la mascherina, se lei la sfila io tutelo ulteriormente entrambe con il dispositivo”. Insomma, tra chi è già pronto e chi ancora deve ultimare la nuova disposizione, l’imperativo però rimane uno: lavorare per non chiudere.
IL COMMENTO
Genova, il grande dono della Sopraelevata
Il partigiano Bisagno e la lezione ai giovani