
"Evitiamo code ed assembramenti e diamo orari scaglionati per gli arrivi e le uscite dallo spogliatoio. In questo modo i tempi tendono a dilatarsi, ma è il prezzo che dobbiamo 'pagare' per questa nuova realtà".
"Alla ripresa degli allenamenti i ragazzi che hanno avuto il Covid sono stati analizzati in maniera molto precisa e approfondita proprio per escludere qualunque tipo di complicanza. Solo durante i primi allenamenti e le prime attività si sono verificate situazioni di affaticamento. Ma è stata una parentesi temporale breve, durata poco più di una settimana, in cui qualcuno ha avuto maggiori difficoltà nella ripresa della condizione. Ora le situazioni sono tutte rientrate e non ci sono criticità o ragazzi che presentano particolari problemi. Quindi non è stato necessario prendere delle precauzioni particolari se non valutare nei giusti modi il carico di allenamento e percezione dello sforzo in maniera tale da gestire bene ogni situazione".
"Stiamo seguendo il protocollo ministeriale e siamo convinti che tutto andrà per il meglio. Certo, in campo non è possibile garantire il distanziamento, ma con il supporto dei tamponi e dei test sierologici siamo convinti di poter giocare in sicurezza. La paura che si percepisce tra i ragazzi non è tanto di prendere il Covid, ma piuttosto di farsi male per il carico di lavoro dopo due mesi di inattività e tante partite ravvicinate che li attendono. Per questo siamo molto attenti nell’integrare a fine allenamento sali minerali, zuccheri e proteine con bevande che variano a seconda delle attività che gli atleti fanno in campo. È fondamentale per garantire un’adeguata ripresa con i minori rischi possibili".
IL COMMENTO
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