
Ma il presidente Figc Gabriele Gravina punta alla riapertura degli spalti per il finale di campionato, per quelle ultime sei giornate che dovrebbero coincidere – nei progetti “bellicosi” della Lega di Serie A – con l’oscuramento del segnale televisivo, nel caso la pay tv non paghi la terza e ultima rata da 250 milioni del contratto di trasmissione delle partite. E tra le partite delle ultime sei giornate c'è appunto il derby, in programma il 22 luglio.
L’argomento è sul tavolo della presidenza di via Allegri, visto che le società premono, facendo notare la sperequazione tra gli stadi e altri locali pubblici (parchi giochi, teatri, cinema) riaperti al pubblico, previo s’intende il rispetto delle regole sul distanziamento sociale. Resta naturalmente il problema teorico delle curve, dove difficilmente i tifosi più caldi si lascerebbero imporre dagli steward le regole sul distanziamento sociale.
Tanto più che il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, dopo la controversa manifestazione ultrà del 7 giugno a Roma in cui si sono distinte componenti a forte caratterizzazione politica, ha sentenziato: “Alla riapertura del calcio il tifo violento non avrà alcuno spazio”.
IL COMMENTO
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