
La scorsa settimana, dal Garante dei Trasporti è arrivato un parere inequivocabile: nel Piano Economico e Finanziario ci sarebbe un surplus di guadagno finale per Atlantia di diversi miliardi. "Un meccanismo che va a incidere sui pedaggi e sui dividendi, e che di fatto fa salire il valore di Autostrade di ben 4 miliardi di euro, proprio mentre è in corso una trattativa di vendita", denuncia Toninelli.
"C'è un altro aspetto da rimarcare: con il decreto Genova, grazie al M5s, è stata approvata una vera e propria rivoluzione nei pedaggi al casello. Una norma recepita dall'Autorità di Regolazione dei Trasporti che ha cosi' potuto emanare un nuovo modello tariffario a cui i concessionari si devono attenere. Un modello che ristabilisce finalmente chiarezza ed equità su come si calcolano i pedaggi. Tutto a vantaggio degli utenti della strada. Un modello che doveva essere recepito da Autostrade nel nuovo Pef: la bocciatura da parte dell'Art però dimostra che così non è stato", prosegue l'ex ministro. Il Piano Economico e Finanziario presentato dal ministro De Micheli, di fatto, evidenzia come i nuovi meccanismi previsti nell'articolo del Decreto Genova non siano stati inseriti.
"La ministra su questo non può nascondersi: l'idea di un nuovo regalo ai Benetton a carico degli automobilisti italiani che pagano i pedaggi è semplicemente inaccettabile. Non devono esserci ombre: chi ha gestito in maniera pessima per anni le nostre autostrade non puo' avere neanche un euro in più. Ma non solo, un euro in più non lo dovrà avere neppure chi subentrerà loro una volta chiusa, finalmente, la trattativa. Come Movimento 5 Stelle, su questo non possiamo transigere: di regali ad Atlantia la politica in passato ne ha fatti già troppi", conclude Toninelli.
IL COMMENTO
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