
Diciassette giocatori fuori per due settimane e oltre non sono solo un alibi nello sport professionistico, sono una sciagura. Chiaro? A chi sottolinea che contro i ragazzi di Conte il Grifo non ha mai tirato in porta, riporta cronaca fine a se stessa perché di più era difficile fare. Si è rivisto Pjaca hanno messo il muso in campo un po’ alla volta Pellegrini e Zajc. Già qualcosa in vista della settimana che porta al derby. L’allenamento con l’Inter è servito. Va detto che da oltre 270 minuti il Genoa non segna e l’attacco preoccupa, per questo i dubbi su Shomurodov o su Scamacca si allungano dopo i flop di Lapadula Pinamonti e Favilli di stagioni precedenti.
Lecito, ma in vista della Sampdoria e poi del Toro la preparazione sarà diversa e pure Perin e compagni dovranno avere più certezze con il lavoro finalmente da squadra. Prima il Catanzaro in Coppa Italia per mettere un po’ di minuti nelle gambe e per dare un’occhiata ad altri giocatori, poi la stracittadina che vede i cugini lanciatissimi e sulla carta favoritissimi viste le vittorie travolgenti su Lazio e Atalanta. Ma in fondo dipende dal Genoa che a Verona ha mostrato di essere gruppo e che contro Lukaku e compagnia ha mandato in campo un po’ di forze fresche e contando su Zapata e Goldaniga in forma mentre Badelj ha sofferto. Servono gol e punti per pensare positivo, in questo caso si può dire e soprattutto sarebbe una svolta per ricominciare una stagione strana, indecifrabile e dura. Ma per tutti.
IL COMMENTO
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