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Il tecnico disse di avere sbagliato a fidarsi di Ferrero e non diede mai l'impressione di trovarsi a suo agio a Genova
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Torna sulla strada della Sampdoria, per la prima volta da avversario, quell’Eusebio Di Francesco la cui esperienza sulla panchina blucerchiata durò la miseria di sette partite, condite da appena tre punti, frutto di una vittoria con il Torino e ben sei sconfitte. L’avventura si concluse il 7 di ottobre, cinque mesi dopo l’inizio, con la rescissione consensuale del contratto.


Poi, una lunga scia di dichiarazioni piccate, se non proprio velenosette, da parte del tecnico romano: non verso la Samp, ma nei confronti del presidente Ferrero. “Sbagliai a fidarmi di lui e delle sue promesse”, ha dichiarato ripetutamente Di Francesco, le cui richieste di mercato non vennero mai esaudite per assecondare il 4-4-3 che aveva in testa.


Peraltro, lo stesso allenatore durante la permanenza a Genova rivelò scarsa duttilità e, soprattutto, una mancanza di slancio verso la scelta che aveva compiuto in estate per ricominciare la sua carriera dopo l’esperienza tra luci ed ombre alla guida della sua Roma.


Acqua passata, ormai, Di Francesco adesso guida il Cagliari e si trova tre punti in classifica sotto alla Sampdoria di Claudio Ranieri, colui che ne raccolse l’eredità nella scorsa stagione con ottimo profitto.


Il tecnico della Samp, in vista di sabato, medita il rilancio dal primo minuto di Antonio Candreva. Ma anche Keita sembra avere qualche chance di ottenere una maglia da titolare, per la prima volta, in coppia con Fabio Quagliarella. Una Samp a trazione anteriore, insomma, dopo il pareggio nel derby che ha comunque prolungato la striscia positiva allungandola a cinque partite tra campionato e coppa Italia.