
Ma su questa decisione non mancano ancora le polemiche, molte regioni hanno deciso di scegliere in autonomia quando far tornare a scuola i propri studenti. È il caso, del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, dove gli alunni delle superiori torneranno in classe dal 31 gennaio, ma anche della Campania, con il presidente De Luca che ha firmato il rinvio al 18 gennaio per la scuola primaria e, dal 25 gennaio, per le superiori. A seguire l’esempio anche la Calabria, con rientro delle superiori il 31 e la Sardegna. In Molise si parla invece del 15 gennaio.
La Liguria però è pronta: "Con l'assessore Berrino abbiamo partecipato a tutti i tavoli tra governo e regioni e, anche se la Liguria sarebbe già stata pronta per il 7, è giusto tenere conto non solo degli spostamenti degli alunni ma anche dell'uscita dalla zona rossa festiva. Questi giorni faranno da 'cuscinetto'" spiega Ilaria Cavo, assessore alla Formazione di Regione Liguria a Primocanale (QUI L'INTERVISTA). "Occorreva conoscere parallelamente alle date di ritorno a scuola i parametri adottati per valutare la colorazione delle regioni, dato che avrebbero potuto aiutare in questa scelta. Anche la ripartenza dell'11 dipenderà da quello che dirà il comitato tecnico scientifico. L'importante è che, quando si riparte, non si vada incontro a un nuovo stop".
Una situazione confusa che vede questo 7 gennaio non come un tradizionale giorno di tristezza per le vacanze natalizie finite e al tempo stesso di gioia nel rivedere i compagni, ma come un giorno di proteste e incertezze. Da una parte i sindacati e gli insegnanti vorrebbero più tutele, come fatto presente anche dalla Cisl Liguria a Primocanale (LEGGI QUI LA PROPOSTA), con tamponi nelle scuole e vaccini. Dall'altra gli studenti delle scuole superiori che vogliono tornare in presenza il prima possibile, tanto che nel resto d'Italia sono previsti flash mob di protesta. Anche perché proprio nei giorni scorsi sono usciti i dati di un report di Save the Children che in Italia fotografano una situazione preoccupante, si parla di uno studente su due che pensa che questo sia 'un anno buttato' e uno su tre che sente carente la propria preparazione scolastica (I DATI).
IL COMMENTO
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