
A chi chiede loro se aprire in questo momento storico non rappresenti una follia Giulia risponde senza esitazione: "Aspettando il momento giusto non si farà mai nulla nella vita e aver vissuto il lockdown all'estero lontana da casa e dalla famiglia è stata la spinta a fare questa cosa che avevamo in mente da anni ma non avevamo mai fatto".
"Otto anni fa ci siamo conosciuti a un corso della Regione - racconta Nicolo' - un periodo di lavoro separati, ci siamo ricongiunti a Parigi; c'era già il progetto di tornare e durante il lockdown abbiamo concretizzato il progetto".
"Genova secondo noi è il centro storico, è bella tutto, ma il cuore pulsante è questo, è conosciuto all'estero ma solo in una piccola parte e volevamo portarci qualcosa di diverso - spiegano - è pasticceria, ma anche bar e sala da thè modello parigino e londinese".
"Più che speranza abbiamo semplicemente creduto in un progetto - raccontano - e a tutti diciamo credeteci, noi ci abbiamo creduto, abbiamo lanciato questa cosa e vediamo come va".
Una piccola Parigi nel cuore del centro storico genovese che rappresenta una ventata di novità, ottimismo e coraggio di cui tutti in questo periodo di pandemia così difficile abbiamo bisogno.
IL COMMENTO
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