
Sono più di mille i ristoratori che hanno protestato a Genova. "Noi in questo momento siamo le vittime", dicono in coro. Moltissimi gli striscioni e i cartelli che stringono fra le mani, a denunciare come sia la loro la categoria più colpita dalla crisi legata alle chiusure per il Coronavirus. Altri tengono in mano gli strumentio del mestiere, pentole e mestoli, che battono sugli utensili da cucina per far sentire la loro voce. "Quando l'ingiustizia diventa legge...la resistenza diventa dovere"; "I ristoratori non sono interruttori, basta!"; "Il governo ci sta distruggendo, consapevole di farlo", "Lavoro è vita, senza quello esiste solo paura e insicurezza" si legge sugli striscioni. Avevano già bloccato il traffico a Corvetto, poi in via Largo XII Ottobre a suon di pentole e mestoli. Quello che si chiede è soltanto rispetto per una categoria già duramente provata dalla pandemia. Chiedono di poter riaprire, di poter lavorare dopo i tanti sacrifici fatti per potersi adeguare alle norme di sicurezza. Si chiedono più ristori, perchè ormai i pochi che sono arrivati non bastano più. Qualcuno si è affacciato dalle finestre per applaudirli.
Non sono mancati momenti di tensione. Sembra che un'auto, una panda, ha forzato il blocco dei manifestanti all'altezza di Piazza della Vittoria, e ha investito una ragazza. La giovane è stata portata in codice giallo al Galliera. L'uomo alla guida del mezzo è però stato preso di mira da alcuni manifestanti che hanno assistito alla scena e si è dato alla fuga abbandonando la vettura. L'uomo è stato identificato e portato in questura, abiterebbe nel quartiere di Marassi. E' stato denunciato a piede libero per lesioni, fuga in caso di incidente con danni alle persone e omissione di soccorso alle persone ferite in incidente stradale. La ragazza investita lamenta dolori: le stanno facendo tutti gli esami necessari e potrebbe rimanere una notte in Obi, osservazione breve del Galliera.
Molti hanno scelto la strada della disubbidienza, e hanno tenuto aperto il giorno di San Valentino, nonostante i divieti. Sono scattate multe da 400 euro per i ristoratori 'ribelli' che hanno aperto nonostante la zona arancione (LEGGI QUI). Ma tantissimi hanno deciso di aprire anche nel ponente ligure, zona tra l'altro più colpita dall'aumento dei contagi. I locali hanno fatto il pienone, soprattutto da parte dei clienti francesi che, non potendo celebrare la festa degli innamorati in Francia, hanno valicato la frontiera. Qualcuno si è spinto fino a Sanremo. A Ventimiglia il ristorante 'Pasta e Basta', del quartiere Marina San Giuseppe, ha cambiato l'insegna in "Adesso Basta" (LEGGI QUI).
Protesta ristoratori a Genova, Benveduti: "Basta improvvisazione da parte del Governo" - LEGGI QUI
"La chiusura forzata in Liguria dei ristoranti, a poche ore dalla giornata di San Valentino, è l'ultimo campanello d'allarme di una vecchia gestione improvvisata che non rispetta in alcun modo i lavoratori di questo settore, che hanno investito parte dei risparmi per adeguarsi alle normative di sicurezza". È quanto scrive in un post su Facebook l'assessore regionale allo Sviluppo economico Andrea Benveduti, a commento della protesta dei ristoratori liguri contro le restrizioni del governo, scesi in strada quest'oggi a Genova.
IL COMMENTO
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