
Chi ha pagato il conto più salato sono i lavoratori dipendenti, ovviamente quelli i cui contratti erano in scadenza e non sono stati rinnovati. "Si avvicina la scadenza del blocco dei licenziamenti, fissato per il 31 marzo - dice Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria -. Inoltre la pandemia e le relative misure di contenimento sono ben lontane dall’esaurimento. I dati del 2020, già molto preoccupanti, rischiano di essere soltanto l’avvisaglia di quella che rischia di diventare un massacro dei posti di lavoro e della capacità di spesa e di sopravvivenza delle famiglie. Il blocco dei licenziamenti, proseguendo la pandemia, va rimandato fino a quando non ci saranno le condizioni per la ripresa e fino a quando si siano creati gli strumenti per evitare pesanti conseguenze sull’intera società. Per questo, nel frattempo, bisogna riformare gli ammortizzatori sociali puntando sulla formazione e sulle nuove competenze e mettere in campo quegli investimenti senza i quali la ripresa è impensabile".
IL COMMENTO
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