
"Potrei parlare ore di questa gara, per me, resta la più spettacolare e dura d'Italia. Superiore pure al Lombardia" ha detto l'ex firma di Gazzetta dello Sport passato poi a Tuttosport appositamente per scrivere di due ruote.
Beppe Conti ha ricordato la sua prima esperienza all'Appennino nel 1977 con prima delle sei vittorie di Gb Baronchelli (foto di Fabio Barbieri), ma anche l'emozione di un Marco Pantani in fuga tra la Castagnola e i Giovi: "Dal finestrino della macchina gli dissi, vai Marco, insisti. Lui mi rispose che aveva il vento in faccia. Un'espressione tipica romagnola per dire che c'era vento contro. Vinse Berzin. In ogni caso, l'Appennino ha una leggenda e un albo d'oro che nessuno può vantare. Ricordo pure la vittoria di Coppi, 1955. L'ultima per distacco del Campionissimo".
Appuntamento 2021, nel giorno di San Giovanni Battista, il 24 giugno con arrivo in via xx settembre: inedita scalata della Madonna della Guardia dal versante di Torbi e discesa da Geo (già percorsa nel senso opposto dal Giro d'Italia): "Certamente, farà selezione. Ma conclusi i lavori sul versante piemontese, che rendono impossibile l'accesso di quest'anno, poi, torniamo alla Bocchetta. E' un punto fermo".
Infine, la battaglia perchè i bambini possano continuare a sognare le borracce dei campioni: "Una normativa sbagliata quella che, per motivi di sicurezza, ne vieta ai corridori il lancio ai tifosi, compresi quelli più piccoli. Serve il buon senso".
E Vincenzo Nibali che l'Appennino lo ha vinto partecipando anche alla edizione 2021 in maglia azzurra? "Sulle corse di un giorno può ancora stupire" conclude Beppe Conti.
IL COMMENTO
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