
Idee, insomma, quantomeno confuse visto che Casapound è un partito di destra estrema di matrice neofascista, ma tant'è la polizia dopo questa telefonata anonima al centralino della guardia di finanza non ha potuto che fare scattare tutte le procedure previste per un allarme bomba.
Gli agenti delle volanti hanno perlustrato il pronto soccorso, i fondi, i locali caldaie e buone parte dei reparti non covid, dove potevano essere entrati i potenziali attentatori.
Alcuni pazienti del pronto soccorso in grado di deambulare sono stati trasferiti in altri reparti.
Due i momenti in cui la tensione è salita: quando è stata trovata una scatola con dei fili. Ma era un toner di una stampante abbandonato. E poi quando davanti all'ospedale, non lontano dalla contestata statua di Giorgio Parodi, il genovese fondatore della Guzzi per qualcuno icona dell'Italia colonialista e fascista da boicottare, è stata trovata una moto con un adesivo di Casapound. Ma le ulteriori verifiche hanno spento anche questo allarme.
Fra le ipotesi per spiegare la segnalazione anche quella di porre l'attenzione e in qualche modo fare blindare la manifestazione antifascista in atto in piazza Corvetto per contestare le denunce ai genovesi che due anni fa avevano fatto scoppiare disordini per boicottare un appuntamento elettorale di Casapound.
Le indagini per dare un nome al mitomane autore della strampalata telefonata alla Finanza sono state avviate dai poliziotti delle volanti insieme agli investigatori della Digos
IL COMMENTO
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