
Da inizio pandemia molte categorie commerciali sono state chiuse e non hanno prodotto nessun tipo di rifiuto, altre sono state parzialmente aperte e quindi la quantità di rifiuti prodotti è diminuita.
La preoccupazione di Confcommercio è la situazione economica delle imprese liguri, che rischiano di chiudere perché non possono contare su cospicui ammortizzatori sociali e perché gli aiuti dallo stato sono stati insufficienti.
Il Governo ha istituito, nello stato di previsione del Ministero dell’interno, un fondo con una dotazione di 600 milioni di euro per l’anno 2021, finalizzato alla concessione da parte dei Comuni di una riduzione della Tari , al fine di attenuare l’impatto finanziario della pandemia sulle categorie economiche interessate dalle chiusure obbligatorie o dalle restrizioni nell’esercizio delle rispettive attività.
Poiché la Tari si paga sulla base della produzione dei rifiuti e che le imprese chiuse non hanno proprio prodotto rifiuti, l’auspicio di Confommercio è che il Comune sappia individuare chi ha continuato a produrre rifiuti ed ha addirittura aumentato la produzione e siamo certi che saprà fare un giusta valutazione.
Infine, in questo particolare momento storico, la richiesta del presidente Paolo Odone, in materia di tari, è che vengano applicati fortissime agevolazioni e nessun tipo di aumento.
IL COMMENTO
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