
“L’art. 74 del Codice di Procedura Penale prevede che “...l’azione civile per le restituzioni e il risarcimento del danno di cui all’art. 185 c.p. può essere esercitata nel processo penale dal soggetto al quale il reato ha recato danno ovvero dai suoi successori universali nei confronti dell’imputato...”. Il Comune di Genova e tutta la cittadinanza sono stati direttamente danneggiati dal disastro, sia sotto il profilo del danno patrimoniale che di quello non patrimoniale: l’art. 91 ss c.p.p. riconosce agli enti esponenziali la possibilità di intervenire nel processo per far valere i diritti e le facoltà attribuiti alla persona offesa dal reato; tra le finalità di tutela riconosciute al Comune di Genova rientra quella di garantire l’incolumità dei propri cittadini”.
“La nostra mozione per chiedere al Sindaco Bucci e alla Giunta di costituirsi parte civile nel procedimento penale istruito in relazione al crollo del Ponte Morandi, avanzando la richiesta risarcitoria per i danni subiti in conseguenza del tragico evento nei termini temporali e nelle modalità previste dalla legge, langue nelle mani di Bucci che evidentemente non vuole fare questo passo. Anche ieri, infatti, ci hanno impedito, andando peraltro contro il regolamento del Consiglio comunale, di discutere l’atto. Ecco perché abbiamo deciso di lanciare la nostra petizione sulla piattaforma Change.org”.
“Ieri, in un’intervista rilasciata a Primocanale, anche Egle Possetti ha preso posizione: secondo la presidentessa del Comitato parenti vittime del Ponte Morandi, infatti, costituirsi parte civile è l’unica alternativa. Ha poi aggiunto che non vuole immaginare una soluzione diversa, ricordando che il Comune di Pinerolo, che nel crollo ha perso quattro concittadini, ha già votato una mozione per la futura costituzione come parte civile nel processo”.
IL COMMENTO
"Ti ricordi Bilancia?" 17 vittime scelte per odio e per caso
Che brutta quella piazza cerniera che doveva salvare il centro storico