
Lo spiega a Primocanale il professor Giancarlo Icardi, direttore del dipartimento di Igiene dell'Università di Genova: "La valutazione voleva verificare se lo spray riusciva ad abbassare la carica virale nei soggetti con tampone positivo senza andare a interferire su altre terapie in atto. Parliamo di pazienti domiciliari che quindi lo specialista o il medico di medicina generale possono seguire tranquillamente da casa".
A oggi è stato ultimato il primo step della valutazione: "Abbiamo i dati relativi ai primi 40 soggetti arruolati. L'analisi è stata fatta su tre gruppi (i soggetti che facevano lo spray nasale 5 volte al giorno; quelli da 3 volte al giorno; quelli che non usavano nessun tipo di spray) e confrontando i risultati dei vari tamponi raccolti nell'arco di una settimana si nota un calo della carica virale con somministrazione dello spray".
Anche se è presto per tirare le somme, Icardi è positivo: "Stiamo valutando se questi dati statistici sono significativi e dovremmo avere i risultati entro il mese di settembre, quando uscirà il nostro primo report. Il trend sembra positivo, questo dispositivo medico potrebbe diventare un utile presidio per aiutare quei soggetti che hanno purtroppo una infezione da covid in atto anche se stanno abbastanza bene".
IL COMMENTO
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