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Se da un lato la polvere delinea e scolpisce i capolavori degli scultori genovesi, dall’altro alcune statue avrebbero proprio bisogno di interventi di restauro, interventi spesso onerosi e a volte impossibili da realizzare poiché cappelle e sculture sono di proprietà delle famiglie fino alla sesta generazione, difficile da rintracciare. Ed è un peccato vedere "Il Dramma Eterno", monumento in bronzo per il ricco commerciante Valente Celle, che raffigura una "danza macabra” tra Vita e Morte, rovinato dagli escrementi di piccione.
Ma poi basta girare l’angolo e lasciare le gallerie più visitate, per imbattersi in corridoi bui e per niente illuminati, in tombe rotte, dove le radici e il terreno dissestato hanno contribuito a rovesciare le lapidi, in cappelle polverose e in evidente stato di abbandono. A segnalarlo sono anche gli stessi cittadini che ci scrivono "tutto in degrado, gradini, muri: ho avuto difficoltà ad andare dai miei cari genitori". Ed è un peccato perché tutto questo cozza con l’insieme di un luogo da valorizzare e che per primi gli stranieri vengono a scoprire. Qualche passo in avanti è stato fatto: è possibile prenotarsi nel weekend per fare un tour di un'ora tra gli 'ospiti' più illustri del cimitero e i monumenti più famosi, ognuno di questi ha un qr-code (non ancora funzionante), ma sul sito cercando il nome è facile trovare informazioni in diverse lingue.
IL COMMENTO
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