Cronaca

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Il medico legale Andrea Gianelli Castiglione ha compiuto in serata l'autopsia dell'operaio Nino Emiliano Cassola, 33 anni, morto dopo essere precipitato in un pozzo per l'estrazione del biogas nella discarica di rifiuti di Scarpino. Il cadavere era stato estratto dopo oltre due giorni di lavoro dei vigili del fuoco che con potenti escavatori avevano aperto una voragine accanto al pozzo. Molto probabilmente l'uomo è morto per asfissia: nel pozzo infatti l'atmosfera era satura di gas e la temperatura superava i settanta gradi per effetto della decomposizione dei rifiuti. Intanto la ditta dalla quale dipendeva la vittima, l'Asja Ambiente Italia di Rivoli (Torino), che gestisce in concessione dall'Amiu l'estrazione del biogas dalla discarica, ribadisce oggi che "i lavori di trivellazione e posa in opera dei tubi erano stati commissionati ad una ditta esterna specializzata e non erano di competenza del personale Asja".