La Liguria è l’immagine dell’Italia fra vent’anni. Noi, in questo momento, stiamo vivendo dal punto di vista demografico, quello che sarà il nostro Paese nel 2029. Lo ha rivelato alcune settimane fa, un’indagine nazionale.
Il Welfare della Liguria, in particolare, la strategia che il governo che la Liguria sceglierà a marzo del prossimo anno per la sanità e l’assistenza agli anziani, potrebbe diventare un modello nazionale. I due candidati alla presidenza, Claudio Burlando e Sandro Biasotti, hanno già delineato sommariamente le loro linee guida. Nelle prossime settimane, però, dovranno entrare nei particolari, quindi definire le strategie anche per poter programmare i costi.
Oggi c’è una parola d’ordine che ispira la politica sanitaria: appropriatezza. Che vuol dire soltanto: cercare prestazioni di qualità per i cittadini con costi ragionevoli, cioè senza sprechi. In altre parole significa che spesso vengono prescritte visite o esami o farmaci inutili e tutto va a gravare sulla delicata struttura della sanità pubblica senza offrire vantaggi in più ai cittadini. Ma significa anche risolvere almeno in parte l’ingorgo delle liste d’attesa, ancora con numeri impressionanti.
La linee strategiche dei due aspiranti presidenti dovranno spiegarci quanto apporto privato può servire, sia per completare l’offerta pubblica, sia per evitare che la fuga i n altre regioni di illustri specialisti (ortopedici, cardiochirurghi, oculisti) e, conseguentemente di troppi liguri. Infine l’assistenza: Sempre di più ci si orienta per un’assistenza a casa.
La strada è questa e potrà servire anche a rendere davvero gli ospedali (non tutti sotto casa) dei luoghi per le emergenze e le eccellenze.
IL COMMENTO
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