Non sono certo gli arrivi di partite di acciughe dalla Spagna a supportare il commercio della pesca nella nostra regione. A dirlo chiaramente a Primocanale è Emanuele Merisio, pescatore, titolare della Cooperativa "Pesce azzurro sestrese" di Sestri Levante, dopo i titoli di giornale che parlavano di una "iniezione" di pescato dall'estero per sopperire alla scarsa stagione ligure.
Le acciughe liguri in effetti mancano eccome: da marzo le uscite in mare da parte delle lampare sono state davvero scarse. "Siamo partiti a marzo: in tutto il mese abbiamo fatto solo 9 pesche, ad aprile uguale, 9-10, a maggio un po' di più e anche i pesci erano di grandezza superiore però e anche questo inizio giugno non promette bene. A parte una o due barche più grosse che riescono a uscire col tempo brutto, non siamo riusciti a pescare niente", conferma Merisio.
E l'arrivo di partite di acciughe da fuori confine non fa che confondere e inquinare in qualche modo la tradizione e il gusto delle acciughe "di qui". Anche il gusto ne risente, complici le ore passate per trasportarle in Liguria: "Danno da mangiare acciughe che hanno un giorno o due e hanno - soprattutto quelle dell'Adriatico - un gusto diverso dal nostro. L'acciuga è un pesce che va mangiato fresco e in giornata, ogni ora che passa cambia il gusto e per noi è solo un danno", continua il pescatore sestrese.
I prezzi delle acciughe oscillano a seconda del momento, del meteo, del pescato: "Il prezzo cambia ma è il mercato ittico che lo fa cambiare. Dicevano che le acciughe sarebbero uscite sabato a 15 euro ma non è vero! Noi abbiamo un prezzo medio che si aggira su 8-9 euro, ci può essere qualche giorno sporadico quando ci sono poche casse e il prezzo sale a 12-13 euro ma stiamo parlando della pescheria".
Infine l'appello dei pescatori: comprate ligure e chiedete sempre da dove arriva l'acciuga esposta. Un modo, questo, per supportare la pesca ligure.

IL COMMENTO
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