GENOVA -"La tradizione del falò è tipicamente agreste e dunque pagana, siccome dal 21 giugno solstizio d'estate le giornate iniziano ad accorciarsi gli antichi, che erano molto attenti ai cicli della natura, accendevano i fuochi per allontanare le forze del male, purificare e auspicare un buon raccolto".
A raccontare perché si accendono i falò alla vigilia della festa di San Giovanni è Marco Pepè, esperto di tradizioni popolari.

"I falò un tempo venivano accesi in ogni quartiere, poi sono stati vietati da ordinanze comunali. Sono tornati da trent'anni nel centro di Genova, la prima volta a Porta Soprana, poi visto il grande afflusso di gente, in piazza Matteotti. Diciamo anche che quelle del 23, la vigilia della festa, sono cerimonie pagane, il 24 invece sono cerimonie religiose, con la processione con cui si portano le ceneri del Battista al mare perchè nella cattedrale sono custodite le ceneri del Battista portate a Genova da Guglielmo Embriaco dopo la prima crociata.I genovesi erano andati nella città di Myra (o Mira), antica città dell'Asias minore, oggi situata nei pressi di Demre, nell'attuale Turchia meridionale, alla ricerca delle reliquie di San Nicola, che però erano state prese dai baresi, e così presero quelle di San Giovanni. Si narra che portando le spoglie al mare le onde si calmano".
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