
Turisti, proprietari di seconde case, liguri alla scoperta del ponente ligure ma... borsellini ben custoditi in tasche e borsette. Il profilo tracciato da Fipe (Federazione italiani pubblici esercizi) sulle presenze nella parte più estrema della Liguria è preciso, chiaro e puntiglioso.
"Nell'imperiese - spiega Enrico Calvi, presidente provinciale Fipe - è evidente la presenza di turisti, prevalentemente italiani, che trascorrono qui qualche giorno tra relax, passeggiate, spiaggia, sport. Non abbiamo ancora assistito ad un assalto vero e proprio ai nostri locali ma non possiamo lamentarci. Il nostro è un settore soggetto ad una miriade di cambiamenti a seconda delle richieste ed esigenze. Siamo abituati a cambiare programma all'ultimo minuto. Nello specifico, l'incertezza economica dovuta al caro prezzi fa da protagonista indiscussa nelle scelte del singolo.".
Più o meno simile la situazione a Sanremo dove, secondo Andrea Di Baldassare, presidente Confcommercio, 'la quantità non fa cassa'.
"La città festivaliera - dichiara - rimane meta ambita da parte dei turisti ma è evidente l'attenzione nello spendere. Ristoranti e bar lavorano ma non si può certo parlare di incassi stratosferici. Un grazie ai francesi che quotidianamente si fermano a Sanremo a fare la spesa e a gustare aperitivi e piatti a base di pesce e carne".
Al confine invece, dove in francesi sono di casa, i toni di Confcommercio, ascoltando le dichiarazioni del presidente di zona Dario Trucchi, sono leggermente più vivaci.
"Come noto, la Francia, contribuisce attivamente all'economia locale. Il momento delicato che sta attraversando Ventimiglia, vedi commissariamento e incertezza sul tema dell'immigrazione, non passa di certo inosservato ma gli sforzi degli operatori del settore sono sotto gli occhi di tutti. Noi ce la mettiamo tutta. Come sempre"
IL COMMENTO
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