A BETLEMME IL SILENZIO DI NATALE

6 Dic 2019 by FrancoManzitti, 1 Commento »

A BETLEMME PRIMA DI NATALE

IL VALORE DI QUEL SILENZIO

Non puoi neppure essertelo mai sognato di ascoltare una Messa a pochi metri da dove Gesù è nato, sì proprio a Betlemme, nella chiesa che ospita il luogo dove c’era la grotta Santa Caterina, dopo un grande chiostro con tante aperture, quella che conduce nell’ edificio centrale dove c’è la coda per entrare nel luogo della Nascita, ore e ore di passi lenti in una folla incredibile e quest’altra apertura, che poi ti fa scendere in un’altra grotta con una scala ripida.
“Dietro quel muro, a due metri c’è la grotta di Gesù”,_ ti dice il celebrante, salendo sull’altare, sobrio, essenziale e indicando la parete, guardando la quale celebrerà la Messa forse più emozionante alla quale hai mai assistito, partecipato.
“Qui è sempre Natale!” – ti dice, salendo i gradini e sottolineando il valore incommensurabile di quel luogo. Ci hai messo quasi tre ore a entrare nella grotta della Nascita, ad arrivare a vedere quella stella bianca che indica il punto esatto dove il Salvatore venne alla luce, a girarti verso il punto nel quale era posta la mangiatoia.
Tre ore, ma poteva essere un minuto o dieci ore, perchè in quell’attesa, un passo dopo l’altro in una folle di mille lingue e della stessa fede, di mille colori e della stessa emozione, di mille tensioni e dello stesso raccoglimento un po’ attonito, c’ è una parte della tua vita.
Ci sono tutti i Natali che hai vissuto, preparato, celebrato con i riti sacri e quelli mondani, nell’attesa di quella mezzanotte fatata che ogni anno si rinnova in tutte le età della tua vita, da bambino incantato, a adulto cosciente, a padre, a nonno a quel che sei ora, un’anima in piedi in quella grotta-chiesa-capanna dove stai rapito da qualcosa che stai per vedere e che sembra più grande di te, ma che potrai sfiorare con le dita, la stella , la mangiatoia, in questa chiesa, in questo paese palestinese dove la Storia è ferma a 2019 anni fa, nella confusione continua, in questo flusso permanente di visitatori, pellegrini, credenti, non credenti, uomini e donne semplicemente, in un vortice che non si ferma e non ti urta perchè non può che essere così, qua.
“ Qua è sempre Natale _ ripete, indossando i paramenti con un sorriso, il celebrante, anche se a Natale manca poco meno di un mese, e indicando nelle pareti di questa grotta le tomba dei bambini uccisi da Erode.
Sulla sua pianeta bianca spicca una grande stella, che richiama quella che hai visto nel punto esatto dove la tradizione, la storia, indicano il luogo esatto della nascita su questa collina di Betlemme che ora è un paese palestinese pieno di case, al quale sei approdato con quelle tre ore, davanti a te una folla di messicani commossi alle lacrime, dietro nordici di chissà quale paese e tu italiano, cattolico romano, cristiano .
Le letture che padre Piergiorgio invita a pronunciare, sollecitando il popolo dei fedeli a procedere passandosi il libro come se questa fosse già una comunione, sono evidentemente tutte natalizie e il Vangelo è quello di Luca che racconta il viaggio dei pastori verso Betlemme, cioè verso il punto in cui ti trovi ed è una sensazione fortissima pensare a quante volte hai sentito quel nome, Betlemme, e hai immaginato quel paese, quella grotta, quegli alberghi pieni, quella mangiatoia, quel bue e quell’asinello e ora sei lì, a due metri di distanza e sono passati 2019 anni e tu stai dentro a una grotta che è dentro a una chiesa, divisa in più chiese, in un dedalo di scale strette che scendono verso il punto.
Padre Pierluigi parla del silenzio di Natale, il silenzio di san Giuseppe, che tace sempre, il silenzio del bambino, “che è un in-fante”, lo dice la parola stessa, “non parla”, il silenzio di Maria, “che custodiva nel suo cuore, meditava, non parlava.”
E’ chiaro per il celebrante sostenere che “ci vuole il silenzio interiore per il Dio fatto uomo”. Nessuno, Giuseppe, Maria e il bambino appena nato erano di questo posto, venivano da lontano, erano in viaggio per quel censimento. E continueranno in silenzio, quando l’Angelo suggerirà di andare via, di partire per l’Egitto, per scampare alla strage di Erode.
Giuseppe tace e compie la volontà che gli è stata trasmessa. In silenzio.
“E’ la parola che si è fatta carne”_ spiega padre Pierluigi con un sorriso, quasi a sottintendere: non servivano le parole davanti a tanta realtà. C’era il silenzio di tutti, la meditazione, gli angeli che avevano indicato la grotta, i pastori che erano andati in quella direzione, seguendo sentieri per cento chilometri , sempre in silenzio.
Non è un’omelia lunga, e come potrebbe esserla, quando celebra il luogo e, appunto, il silenzio di Natale che è sempre lì.
Anche recitare il credo, sussuranddo le parole, sembra quasi superfluo: stare in questa grotta nel silenzio, seguire la celebrazione fino in fondo, è speciale, come se fossi fuori dal tempo e in un altro spazio, racchiuso dalle pareti di pietra, in fondo a una scala stretta, ma aperto con il cuore come non lo sei mai stato durante una messa, ascoltando le parole dall’altare. Ascoltando quel silenzio immenso di quel fatto così grande, chiuso in quella grotta così piccola dove sei entrato chinando il capo, attento a non scontrare chi ti precedeva, chi ti seguiva. In secula seculorum.

GROTTA DI BETLEMME
SANCTAE CHATARINE DUCATUM

PADRE PIELUIGI CANESSA _ DON BOSCO SALESIANI DI GERUSALEMME

ORE 15 21 NOVEMBRE 2019

1 Commento

  1. Tiziana ha detto:

    Che bello ! Sto programmando di andarci nel 2020 !! Tutti i cattolici dovrebbero farlo , almeno una volta nella vita! Grazie per averci trasmesso tanta emozione!

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