Porto e trasporti

Il segretario generale Mauro Scognamillo appena rieletto: "Serve ragionare bene su quello che è il porto, il lavoro e soprattutto come è cambiato in questi anni il lavoro del porto"
2 minuti e 45 secondi di lettura
di Andrea Popolano

Anche i sindacati entrano nel tema dei ricorsi che stanno interessando il porto di Genova. A sollevare la questione era stato il viceministro Edoardo Rixi direttamente da Palazzo San Giorgio. Una situazione che rischia anche di far slittare la nomina del nuovo presidente del porto di Genova e Savona. Rixi in quell'occasione aveva puntato il dito sulla mancanza di armonia soprattutto nel porto di Genova.

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Sulla necessità che si metta una pietra sopra ai diversi litigi interviene anche il neo rieletto segretario della Fit Cisl Liguria Mauro Scognamillo: "Il porto di Genova sta vivendo un momento complicato e ci auspichiamo finalmente una cosa: deve finire questa stagione di ricorsi che rischiano di innescare precedenti pericolosissimi".

La situazione infatti potrebbe portare a delle conseguenze anche per quanto riguarda i lavoratori come spiega lo stesso Scognamillo: "E’ sufficiente pensare alla questione riguardante la concessione al gruppo Spinelli: siamo di fronte a 1200 lavoratori che sono preoccupati legittimamente per il loro futuro. Vogliamo che chi tira in ballo delle situazioni così pesanti ragioni bene su quello che è il porto, il lavoro e soprattutto come è cambiato in questi anni il lavoro del porto". 

Nel frattempo Palazzo San Giorgio aspetta il suo nuovo numero uno. Dal rieletto segretario della Fit Cisl la necessità che il nuovo presidente dell'Autorità di Sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, quando sarà, prenda in mano la situazione. "Il nuovo presidente dell’Adsp di Genova e Savona deve dare chiarezza e regole precise, non possiamo immaginare che nel sistema portuale più importante del Mediterraneo ci sia una situazione simile - sottolinea Scognamillo -. Siamo alle porte di un passaggio di consegne tra i commissari e il nuovo padrone di casa dell’Authority che deve segnare finalmente una svolta per i nostri porti di Genova e Savona. Sarebbe importante avere sul ponte di comando un manager che arrivi da fuori e abbia voglia insieme alle organizzazioni sindacali di alzare nuovamente l’asticella dopo una fase di commissariamento che in diverse occasioni ha rallentato lo sviluppo dei nostri scali. Adesso bisogna cambiare marcia anche per rilanciare il ruolo di Genova nel panorama dello shipping internazionale” spiega Scognamillo.

Ma sono tanti i temi legati al mondo del porto che dovranno essere affrontati dal futuro presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure. "Nel porto di Savona ad esempio c'è da risolvere la situazione legata alla diatriba che si è verificata tra la due aziende con un lavoro ventennale che è stato tagliato. Questa situazione ha portato un'azienda a rivolgersi al tar. Nel porto di Savona e Vado c'è un vero e proprio far west dove chiunque può andare a prendersi una vettura senza essere autorizzato. Credo che tutti i lavoratori abbiamo gli stessi diretti".

Ma quali sono le priorità per il futuro del porto di Genova? "Certamente c'è quella di dare continuità a tutte le opere in divenire partendo dalla nuova diga foranea passando per la nuova sopraelevata portuale in fase di ultimazione, l'aeroporto, il tunnel subportuale, lo snodo di San Benigno, una serie di opere e infrastrutture che devono agevolare il porto, i lavoratori e la cittadinanza" spiega Scognamillo.    

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