Domani a Roma la fondazione Fiocchetto lilla, che si batte per i disturbi del comportamento alimentare, chiederà che questi disturbi vengano trattati in modo autonomo rispetto agli altri e che queste patologie vengano finalmente inserite nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) come malattie a se stanti, con budget autonomo e obbligo per ogni regione di dotarsi di tutti i livelli di cura.
"Vogliamo che queste malattie vengano estrapolate nei livelli essenziali di assistenza dalla macroarea della salute mentale", spiega a Primocanale Stefano Tavilla, presidente dell'associazione Mi nutro di vita e vicepresidente della Fondazione Fiocchetto Lilla. "Non perché non abbiano anche caratteristiche di salute mentale ma perché hanno raggiunto dei numeri enormi. Si calcola che in Italia più di 3 milioni e mezzo di persone ne soffrano e che ci siano oltre 3500 vittime all'anno. Vogliamo che abbiano autonomia propria e fondi dedicati in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale per interrompere quella migrazione alla cura in atto ormai da troppi anni".
Anoressia, bulimia, binge eating, vigoressia, ortoressia: i disturbi del comportamento alimentare - noti come Dca o, più recentemente, Dna (Disturbi della nutrizione e alimentazione) - dopo la pandemia hanno raggiunto numeri allarmanti: un aumento che sfiora il 40%, una crescita dei ricoveri che tocca il 50%.
IL COMMENTO
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