
Eppure gli elementi per fare centro ci sarebbero stati tutti, a partire da un protagonista-simbolo come Leonardo Di Caprio (sufficiente) e dal grande amore di Gatsby, uomo misterioso e pieno di segreti, per la sua Daisy, prima amata, poi perduta e infine ritrovata troppo tardi, quando lei e' sposata con un altro uomo. E sullo sfondo ma neanche tanto un mondo rutilante ed eccessivo, opulento e amorale, l'altra faccia della medaglia, quella sgargiante, della New York del proibizionismo che il regista australiano immerge all'interno di un'atmosfera barocca e stilisticamente spregiudicata, ricca di un furore amplificato, come d'altronde e' solito fare, cui si aggiunge in questo caso l'uso non propriamente sobrio del 3D. Mettendo insomma il contenuto al servizio della forma. Ma non dovrebbe essere l'opposto? (Dario Vassallo)
IL COMMENTO
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