cronaca

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Intorno alle 16 i lavoratori dopo essere arrivati a Corvetto hanno sciolto la manifestazione. In precedenza avevano occupato entrambe le carreggiate della Sopraelevata.

Stasera è prevista una riunione alla sala chiamata del porto alle 21.

Intanto nel corso della mattinata in un incontro con i capigruppo di maggioranza il sindaco Doria avrebbe dichiarato che in vista della gara del 2014 intenderebbe portare Amt all'appuntamento interamente pubblica 


LE RAGIONI DEI LAVORATORI IN DIRETTA A PRIMOCANALE - I lavoratori avevano avuto un confronto di circa un'ora negli studi di Primocanale spiegando le loro ragioni in un dibattito con il direttore Luigi Leone. Una delegazione è salita al trentesimo piano, ricevuta dal direttore che ha ascoltato in diretta le ragioni degli autisti di Amt. I lavoratori hanno chiesto un confronto per illustrare i motivi dello sciopero, proclamato a oltranza, contro la parziale privatizzazione dell'azienda. "Siamo padri di famiglia, a noi piange il cuore lasciare la gente a piedi, ma vogliamo rispetto da parte delle istituzioni. Non abbiamo le auto blu ma le divise blu" ha spiegato un portavoce in diretta tv. Un'ora di acceso (e civile) dibattito, quello tra i lavoratori e il direttore di Primocanale, iniziato alle 13.30 e chiuso alle 14.25.

SECONDA GIORNATA SENZ'AUTOBUS - Stamane erano arrivati nel centro di Genova in piazza De Ferrari due cortei dei lavoratori di Amt partiti questa mattina da Cornigliano e dalle Gavette. Gli autisti hanno presidiato il palazzo della Regione che ritengono responsabile del trasporto locale e quindi anche delle sorti economiche del'azienda del trasporto pubblico genovese assieme al Comune azionista di maggioranza. In mattinata i due cortei avevano creato pesanti disagi anche all'uscita dei caselli autostradali di Genova Est e Genova Ovest.


IL CONFRONTO IN REGIONE SENZA ESITO -I lavoratori chiedono un confronto anche con i rappresentanti della giunta regionale. Intanto nonostante il secondo giorno di precettazione del prefetto gli autobus a Genova restano fermi nelle rimesse e non è dato sapere quando torneranno in circolazione. "Protesta a oltranza" questa la parola d'ordine che circola tra i lavoratori.